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Adotta una parola, anzi adottane tante!

Abbiamo parlato a lungo dell’importanza del lessico. In questo post vi presenterò uno strumento utilissimo – il quaderno del lessico – che vi aiuterà non solo ad arricchire il vostro lessico, ma anche e forse soprattutto ad attivarlo.

Dato che, come abbiamo visto, la lingua inglese è composta per il 60% di parole di origine latina o romanza, noi italiani riconosciamo – passivamente – moltissimi vocaboli in inglese, e facilmente riusciamo a intuire il significato di molte parole sconosciute (attenti, però, a non farvi ingannare dai falsi amici!!). A questo punto però spesso ci si imbatte in un ostacolo, perché un conto è capirle quando vengono usate da altri, e un conto è saperle usare in modo corretto e idiomatico. La sfida, infatti, è proprio questa: come attivarle, adottarle e farle nostre.

Vediamo cosa dobbiamo sapere di un’espressione per poterla usare attivamente:

Le aree di significato “ricoperte” dai vari termini sono a volte diverse nelle due lingue. In italiano, dito “copre” sia l’inglese finger – dito della mano, sia toe – dito del piede
  • La sua pronuncia e ortografia, per non rischiare di far capire fischi per fiaschi a chi ci ascolta o ci legge.
  • I suoi significati, letterali e figurati. Qui conviene anche prestare attenzione al fatto che le aree di significato “ricoperte” dai vari termini sono a volte diverse nelle due lingue. In italiano, dito “copre” sia l’inglese finger – dito della mano, sia toedito del piede; viceversa hair, è traducibile come capello, ma anche pelo e capigliatura, per cui attenzione agli “equivalenti”.
  • Eventuali informazioni grammaticali, come la parte del discorso (e.g., è un verbo? sostantivo? aggettivo? avverbio?); se si tratta di un sostantivo, è numerabile o meno?; se è un verbo, è transitivo o intransitivo? ecc. In italiano, per esempio, diciamo Giorgio porta i capelli lunghi perché la forma plurale capelli si riferisce anche alla capigliatura; in inglese, in quell’accezione, hair non è numerabile, e quindi *George has long hairs non è una frase corretta, a meno che non ci si riferisca a un uomo che ha dei peli particolarmente lunghi…
  • In quali contesti viene solitamente utilizzata e in quali è meglio evitare di usarla? Si tratta di un’espressione formale/informale? Gergale? Arcaica? Offensiva? Propria dello slang? Utilizzata in Inghilterra? USA? Australia?
  • Chi sono i suoi compagni? Ovvero chunks, collocazioni lessicali ed espressioni idiomatiche.

Cos’è il quaderno del lessico?

Informazioni come queste – oltre a frasi esempio, titoli memorabili di canzoni o film, mappe concettuali, disegni, immagini e altri espedienti mnemonici – le annoteremo regolarmente in un quaderno apposito, che potrà essere tangibile (un raccoglitore ad anelli con dei divisori) o virtuale (un file).

Attenzione: è importante evitare di creare interminabili elenchi o di copiare intere voci del vocabolario – così garantiremmo il nostro stesso fallimento perché presto ci stancheremmo e ci perderemmo tra le troppe informazioni. Come disse il linguista E. Stevick: If you want to forget something, put it in a list.

Scegliamo invece con cura espressioni nuove o particolarmente utili e cose che non sapevamo di vocaboli familiari. E teniamo a mente l’obiettivo: imparare a utilizzare queste espressioni idiomaticamente. Poi, man mano che impariamo, possiamo alleggerire il quaderno eliminando espressioni già definitivamente acquisite.

Come organizzare il materiale?

Se lo scopo è attivare il lessico, dobbiamo organizzare le informazioni in modo tale da renderle reperibili. Questo significa che non possiamo farlo in ordine alfabetico seguendo l’inglese, dato che se vogliamo trovare un’espressione è proprio perché non ce la ricordiamo, e quindi non sapremo sotto che lettera andarla a cercare. Né possiamo optare per l’ordine alfabetico italiano perché, come abbiamo visto, le “equivalenze” sono spesso ingannevoli.

Possiamo però organizzare le nostre informazioni per argomento: dedicare una sezione alle espressioni relative al corpo umano, un’altra alle emozioni, un’altra ancora al sistema legale, all’architettura e vai dicendo. Nel decidere le categorie, è bene che ognuno segua la sua propria logica, per far sì che riesca poi a orientarsi nel proprio quaderno.

Non vi scoraggiate se a volte non riuscite a decidere in quale categoria inserire un’espressione. È impossibile creare delle categorie nette: l’universo non si può tagliare con il coltello e necessariamente ci saranno delle espressioni che potrebbero rientrare in più di una categoria. Dove inserire la parola depression? Nella sezione del corpo umano con altre malattie, oppure in quella relativa alle emozioni? Ognuno decide per sé, ma è possibile anche creare dei rimandi (e in caso di quaderno virtuale, dei link) per accertarsi di trovarla sempre.

Mantenere un quaderno del lessico non solo ti costringe ad appuntarti l’espressione, ma per classificarla dovrai per forza ragionare sulle sue accezioni e imbatterti in parole ed espressioni appartenenti alla stessa area di significato. Sfoglialo spesso, il tuo quaderno, meglio se puoi dedicare 10 minuti al giorno a questa attività, magari in un momento fisso della tua giornata (prima di andare a letto, sui mezzi pubblici ecc.) Quando vorrai scrivere o parlare di un argomento, basterà aprire il quaderno alla pagina della categoria di riferimento per poterti avvalere di tutta la ricchezza lessicale che hai accumulato nel tempo. I tuoi testi saranno molto più idiomatici di prima.

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